Sbagliato sarebbe affidarsi alle sole prove Invalsi per la valutazione del sistema scolastico. Ed è questa – assieme alla scarsità di fondi dati allo stesso Invalsi – la colpa principale del Ministro: non aver definito un quadro complessivo che deve vedere anche la presenza di altri strumenti di valutazione (un corpo di ispettori che deve essere formato e selezionato con questo scopo, un giudizio dei pari che deve essere considerato e – studiandone le modalità – anche il giudizio dei dirigenti e degli utenti deve contribuire alla valutazione del sistema). Altra cosa assolutamente da chiarire sono le finalità della valutazione. Non deve servire a dare le pagelle ai docenti buoni e a quelli cattivi. Quello che serve è dotare il decisore politico e la comunità scolastica nel suo complesso degli strumenti per un periodico monitoraggio dei risultati, per garantire ai cittadini che le scuole adempiano efficacemente alla funzione cui sono preposte, per identificare eventuali criticità sulle quali intervenire, per selezionare buone pratiche da modellizzare

Meglio Invalsi che niente (da qui)

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